È ora di dire basta ad un patriarcato che condanna il sesso femminile a stare in uno stato di paura infinito di quello che le potrebbe succedere se viene meno la sua ubbidienza. Ma cosa stiamo facendo noi per migliorare la situazione? Evidentemente non abbastanza se avvengono ancora certi episodi. Quanta gente che incolpa sempre il femminismo, come se fosse questa malattia incurabile della specie umana. Ipotizziamo il caso che veramente il femminismo ci abbia fatto il lavaggio del cervello; se fosse così non credete che notizie del genere non né dovremmo più sentire allora? In fondo se ci riflettiamo non vogliamo risolvere i problemi effettivamente, ma cercare semplicemente dei capri espiatori nel tentativo di allontanare quelle brutte domande che potremo farci.
Per esempio uno dei capri espiatori utilizzati maggiormente è che esiste anche la violenza maschile. Non c'è persona sana di mente che non può ammettere che ci siano sicuramente i maschi che vengono manipolati, insultati, derisi e picchiati da delle ragazze. La cosa più sbagliata è mettere davanti la carta della violenza sui ragazzi quando c'è stato un femminicidio. Molte volte quelli che cercano di pararsi il culo sono gli stessi che poi se muore un ragazzo per colpa di una ragazza non gliene potrebbe fregare di meno. Anzi nel peggiore dei casi questo ragazzo viene addirittura preso in giro per non essersi fatto valere con la sua ragazza. E quindi detto proprio con il cuore ragazzi il vostro finto vittimismo potete tranquillamente infilarvelo su per il fondoschiena e restare in silenzio.
Un’altra giustificazione che viene usata spesso è quella della religione. Purtroppo ci sono diverse religioni nel mondo che esortano ed elogiano gli uomini a comportarsi da padri padroni e comandare sulla donna. Deve essere brutto per un ragazzo crescere in una famiglia dove vede il padre tenere sua mamma ‘incatenata’, però c'è anche la possibilità di informarsi, cambiare e porsi dei quesiti grazie alla scuola. Non si tratta di dimenticare la propria cultura o i modi di fare, ma di evolvere e comprendere che molte cose non sono giuste. Le parole “padre padrone” vengono legate frequentemente al sud dell’Italia. È rilevante ricordarsi però che la misoginia e la sopraffazione non fa distinzioni di razza, sesso o nazionalità; come ho menzionato prima il cambiamento può esserci se c'è la volontà nell’individuo di farlo. Teniamo a mente che se una donna viene umiliata e massacrata in un altro paese è più o meno sbagliato rispetto a quanto accade qui in Italia.
È ora di finirla con queste cose stupide della gelosia e del possesso delle ragazze. Il possedimento degli umani è collegato ad una concezione arcaica dove nel passato si possedevano degli schiavi. C’era anche la compravendita degli schiavi tra i ricchi di un tempo. Come non è sopportabile accettare qualsiasi schiavitù, partendo dai bambini agli uomini obbligati a lavorare, non è neanche accettabile schiavizzare una donna. Si sa che però le mie parole alla fine del giorno sono solo parole. Non voglio nemmeno immaginare quante ragazze siano costrette ad essere delle schiave a causa dei partner, ragazze terrorizzate dentro di essere prese a calci o accoltellate e poi abbandonate, come è successo con Giulia. Non se né può più di leggere sulle notizie di ragazze che vengono messe all’angolo perché il ‘bravo ragazzo’ si è sentito offeso nella sua virilità.
Ma da dove proviene questa cultura del possesso delle ragazze? Molti sostengono che provenga dalla musica, in particolare dagli album trap, mentre altri affermano che sia innato già negli individui. Come tutto ciò che è bello o brutto, questa cultura negativa viene appresa ed entra a far parte della mentalità giovanile fino a diventare normale. È ovvio che dei fattori come la musica oppure nascere in un contesto dove la manipolazione è già presente possono benissimo fungere da catalizzatori. Avere dei figli comporta delle responsabilità, e purtroppo in parecchie occasioni i genitori scelgono di scaricare queste responsabilità sulla scuola. È ovvio che una buona parte dei doveri dei genitori nei confronti dei figli terminano quando quest’ultimi compiono 18 anni, ma è compito dei genitori educare questi ragazzi affinché possano distinguere quello che sia opportuno o meno. Ovviamente non si può incolpare solamente i genitori in quanto per la loro tristezza ogni figlio non riesce sempre a seguire la retta via.
Prima ho accennato come molta gente asserisce che la musica trap sia una delle fonti dei comportamenti tossici; non c'è dubbio che molti testi scritti si potrebbero evitare, ma incolpare totalmente la musica in questo è veramente arrampicarsi sugli specchi secondo me. I ragazzi devono essere in grado di differenziare da quello che è un testo scritto per vendere e quello che invece è la realtà; sono due cose opposte e se i giovani non riescono a fare la differenza vuol dire che ci sono altre problematiche di fondo. Per quanto i testi musicali non siano il problema in sé, il vero problema è che si allacciano, insieme ad altri elementi, a quella cultura del patriarcalismo della quale ho fatto menzione. Mi potreste chiedere di quali componenti parlo nello specifico; mi riferisco ad elementi come l’ostentazione di soldi e gioielli, ragazze ‘facili’ che si lasciano ‘corrompere’ dai trapper e soprattutto questa convinzione mediocre che l’ignoranza sia un motivo per il quale vantarsi, invece che vergognarsene. Se ci riflettiamo bene questi fattori sono presenti pure negli influencer che popolano il web. Detto ciò è doveroso precisare che io per primo, in quanto non mi tiro assolutamente indietro, ascolto certi generi musicali che i miei genitori sono sicuro che schiferebbero. Nonostante io abbia 23 anni e quindi sono abbastanza grande, mi rendo conto come le stesse idee proposte a dei ragazzini possano abbagliarli a idolizzare queste persone nella loro vita. Reputo che ci voglia un ragionamento per comprendere che la moltitudine di trappers/influencers e le loro vite non rappresentano in nessun modo quella che è la vita veramente.
Solitamente dopo che c'è stato uno stupro di una ragazza la prima cosa che gli investigatori dei social guardano è come questa fosse vestita quando è stata aggredita. Premesso che ci voglia il buon senso nel vestiario, i ragazzi dovrebbero essere in grado di controllarsi. “Ah ma è solo un urlo di apprezzamento” “Ma dai una sberla sul sedere cosa vuoi che sia?” Queste sono le tipiche frasi che sono diventate ormai popolari da ripetersi. Io mi chiedo se i ragazzi si pongono delle domande sul significato che possa avere una pacca sul culo oppure il famoso “catcalling” e quanto questo possa infastidire una ragazza. Sono gesti associati ad un ideale dove la donna viene vista solamente come un oggetto che deve subire gli atteggiamenti da parte di quei ‘bravi ragazzi’ perché guai prendersela con quei poveri bambini. Mi chiedo come tutto questo non venga automatico da intuire. I pantaloncini corti di una ragazza, come una maglia dove il seno si veda leggermente di più non dovrebbero (ahimè questo condizionale) essere motivo per un ragazzo per toccarle il sedere o il seno. A questo punto allora proporrei direttamente che le ragazze vadano in giro vestite come delle mummie, così almeno ai ragazzi non li potranno venire gli istinti sessuali.
L’argomento dei femminicidi viene accostato frequentemente al sfruttamento sessuale, come anche alla pedopornografia. Ogni mese si legge sui giornali quante persone che vengono arrestate per la diffusione illecita di foto o video di giovani ragazze, mentre compiono atti sessuali. Questi eventi sono di una quotidianità molto spaventosa e possono nascere sui social attraverso un messaggio che può sembrare innocuo, ma che poi diventa un vortice impossibile da uscirne. Purtroppo i predatori sessuali sono ovunque dalla politica al mondo cinematografico. Alla politica basta pensare a figure come Berlusconi, Donald Trump e Bill Clinton tanto per nominarne alcuni; nel mondo del cinema possiamo ricordare Harvey Weinstein, come l’imprenditore Jeffrey Epstein. L’adescamento di ragazze/donne non conosce limiti o parti politiche; i personaggi che ho elencato sono stati (alcuni sono ancora vivi) uomini potenti e pieni di soldi che si sono sentiti autorizzati a rovinare la vita a delle ragazze. Nessuna somma di soldi potrà mai farle dimenticare il dolore che hanno dovuto vivere. È da tempo che qui in Italia si insiste per avere delle leggi più stringenti nei confronti degli uomini che commettono uno stupro o un femminicidio. Il 22 di Novembre è stato approvato un Ddl per la violenza sulle donne; il testo prevede 19 articoli e si spera che saranno utili ad abbassare (mi piacerebbe dire azzerare, ma direi che non è un traguardo raggiungibile per adesso) il numero di abusi che accadono. C'è da sottolineare che la politica italiana, non solo statunitense o in altre parti del mondo, è da sempre una complice nell’uccisione delle donne. Non è mai stata ritenuta una cosa così determinante, visto che come affermano in molti i morti sono ovunque; ancora una volta un’altra giustificazione stupida. Potreste domandarmi in che altri modi la politica italiana si è resa complice degli omicidi delle donne? Per esempio un consigliere di Luca Zaia (attuale presidente della regione del Veneto) di nome Stefano Valdegamberi nelle ultime settimane ha definito la sorella di Giulia, Elena una satanista. L'attuale presidente del consiglio, Giorgia Meloni, in risposta ad essere stata definita “un’espressione della cultura patriarcale”, ha accusato le persone di “strumentalizzare le tragedie più orribili pur di attaccare il governo”, condividendo una foto dove la ritrae insieme a sua figlia, alla madre e alla nonna. Mi meraviglia come non sia ancora chiaro alla Meloni che lei, il suo partito e la Lega siano l’antitesi più lampante ai messaggi/dichiarazioni di cordoglio che sono stati rinvenuti alla famiglia Cecchettin nell'ultimo periodo. Forse occorrerebbe ricordare alla Meloni e ai suoi amici che non bastano i messaggi di vicinanza, ma che servirebbe un allontanamento totale dal patriarcato nel quale hanno le radici salde e ben piantate. Mi potreste rammentare che il problema non riconoscerà mai di essere veramente il problema ed avreste ragione...
“Non parlare più con il mio collega”. “Se provi a scappare ti ammazzo”. "Ma chi cazzo vuoi che ti creda alla polizia?” Questo è il linguaggio tipico che rientra all’interno della manipolazione psicologica e violenza fisica ai danni della fidanzata/moglie in casa. Tristemente questa sottomissione attuata dalla figura maschile e patriarcale nei confronti della donna è molto più presente di quanto potremmo immaginare. È più facile che le donne scelgano il silenzio piuttosto che opporsi o provare a scappare per la paura di prendere altre botte e diventare un’altra vittima. Nella maggior parte delle circostanze non ci si rende conto quanto possa essere soffocante un rapporto tra due coniugi proprio perché molte cose avvengono nelle proprie abitazioni. In altre situazioni, la donna può anche essere una mamma e non se la sente di abbandonare i figli; decide di restare e spera che riuscirà ad andarsene. Questa idea che la donna non capisca niente e che deve stare alle dipendenze dell’uomo è un concetto che deve essere smontato. La verità è che tante volte l’uomo teme che la sua compagna possa avere un successo maggiore rispetto a lui e questo fa crescere dentro a se stesso un senso di impotenza. Nella mente contorta di molti maschi allora l’unica soluzione è passare alle offese, cosicché lei si ricordi del posto che deve avere nel mondo e lui si sente al sicuro nella sua sfera del maschilismo.
I social con gli anni si sono trasformati in dei posti che molti psicopatici gli usano per adescare delle ragazze. Le app che ci aiutano a rimanere in contatto con il resto del mondo sono aumentate esponenzialmente per nostra fortuna o sfortuna; esistono anche molte app per scriversi con gente sconosciuta e poi incontrarla dal vivo. Il predatore non si mostra per quello che è veramente; all’inizio deve coprire di lusinghe le sue vittime e farle sentire a loro agio. Dopo giorni/settimane lo psicopatico inizia a togliersi la maschera, così rivelando la sua vera natura; come un’anaconda comincia a stritolare la sua preda, affinché questa non riesca a reggere la pressione. Purtroppo il processo prima dello stritolamento sembra così idilliaco; a volte possono esserci ragazze insicure di se stesse, del loro corpo o della loro vita e un malintenzionato trova sempre il modo per approfittarsene. In molte occasioni le ragazze magari mandano foto/video di se stesse che sono provocanti/nude a questo criminale sul web in quanto le sembra di essere comprese. Il problema è che non sarà una foto o un video a quietare i desideri del malato perché né vorrà ancora. “Se non mi mandi le foto pubblico il tuo video ovunque sui social” “Ti faccio del male se non me lo invii entro domani quel video” E così si giungono ai ricatti di violenza o che il materiale inviato precedentemente verrà diffuso sui media.
Andare in discoteca è una delle forme di divertimento che attira tanti giovani. Si balla, si canta, si beve e si trascorre una serata differente con gli amici. Ad una ragazza non viene spontaneo andare a pensare che potrebbe essere un luogo di violenza. È di una facilità pazzesca far sciogliere una sostanza, come la GHB, comunemente nota come la droga dello stupro, dentro un bicchiere; la GHB non rilascia odore e non si può vedere. Un’altra droga che viene usata di rado è l'ecstasy che può comportare delle conseguenze pesanti per chi né fa uso. Capite come queste sostanze spianino letteralmente la strada per quello che possono essere uno o più aggressori sessuali che traggono vantaggio dallo stato confusionale della ragazza per poi abusare di lei. Succede in troppe serate che una ragazza si lasci andare alla bellezza dell’alcol o altro e che dei “bravi ragazzi” né beneficiano. Coloro che compiono gli abusi spesso sono gli amici e la cosa più schifosa in assoluto è come questi atti vengano definiti in modo leggiadro come “divertimento”. Consideriamo anche che in tante violenze le ragazze vengono obbligate ad ingerire delle sostanze contro la loro stessa volontà. In una discoteca affollata è quasi impossibile notare una ragazza che venga costretta da altre persone a prendere delle cose.
Sembra veramente che coloro che nascono donne partiranno svantaggiate in qualsiasi posto della società. Devono stare attente ai maschi tossici perché sennò verranno incolpate di non aver pensato ai rischi prima. Devono stare attente a come si vestono perché sennò gli ormoni maschili potrebbero sentirsi stimolati. Devono stare attente se vogliono andare in discoteca e con chi ci vanno o con chi parlano in quanto qualsiasi persona potrebbe renderla un’altra vittima sui giornali. Solitamente quando si inizia a dire cose di questo genere la risposta più semplice è che il sesso femminile dovrebbe accontentarsi di come il mondo è adesso perché una volta era peggio. Come avrete visto non c'è una sola giustificazione delle povere vittime maschili che si regga in piedi. Sono e rimarranno delle scuse stra-ripetute per stare bene con la propria persona e a non farsi degli esami di coscienza che gli alienerebbe dagli altri ‘bravi ragazzi’. È meglio essere parte di una massa gigante e ipocrita che continua verso un obiettivo piuttosto che essere una persona che abbia le palle di mettersi contro tutto questo.
Il 25 di Novembre è stata la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, mentre invece l’8 di marzo è la Giornata Internazionale della Donna; in questo giorno speciale si festeggiano le battaglie numerose che sono state vinte negli anni riguardo all’uguaglianza di genere, i diritti riproduttivi, le discriminazioni e appunto le violenze contro le donne. In tanti paesi/città italiane sono state istituite delle panchine rosse che rappresentano la costanza e l’impegno nel voler debellare la violenza femminile. Ci sono tantissimi centri anti-violenza in Italia che offrono sostegno psicologico e morale alle vittime di violenza. Sui social è possibile rintracciare dei posti dove le ragazze/donne si possono rivolgere. Per l’otto di marzo è di uso comune regalare delle mimose alle donne della nostra vita, d’altro canto per il 25 di Novembre si possono prendere i ciclamini. Penso che la guerra più grande verrà vinta il giorno in cui una donna possa sentirsi sicura di camminare per strada di notte. La guerra più grande verrà vinta il giorno in cui tutti comprenderemo che le donne non sono state messe al mondo solamente per fare figli, pulire in casa e fare da mangiare. La guerra più grande verrà vinta il giorno in cui quando una donna dirà che non vorrà fare sesso l’uomo accetterà la risposta invece che insistere oppure in alternativa umiliarla e farla sentire in colpa.
Io sono un ragazzo di 23 anni quindi non posso sapere gli effetti devastanti che una manipolazione psicologica accompagnata da sberle e pugni possano avere sul cervello di una donna. Non si tratta di fare gli zerbini ed è sbagliato prendere in giro ragazzi/uomini che decidono di battersi per i diritti delle donne. Si tratta di immedesimarsi e pensare “Ma se io fossi una donna come mi farebbe stare tutto questo? Come mi farebbe stare dentro credere sempre di essere il sesso debole? Come mi farebbe stare mettermi un top perché fa caldo e dover ascoltare quei fischi e quelle parole spregevoli nei miei confronti? Come mi farebbe stare che mio marito o il mio fidanzato mi veda solo come un oggetto piuttosto che una persona? Come mi farebbe stare guardarmi allo specchio e piangere dalla vergogna per come sto?”. In diversi paesi alle ragazze non le viene concesso il permesso di studiare e non possono osare andare contro alle decisioni dei loro uomini. In altri paesi vengono eseguite le pratiche di mutilazione dei genitali femminili; questo evidentemente crea dei problemi fisici e psichici alle donne. L’OMS stima che 130 milioni di donne abbiano subito questa recisione e che 3 milioni di bambine né sono a rischio ogni anno. Ma perché noi dobbiamo misurarci a questi livelli di barbarie inaudite e aberranti per poter difenderci, dicendo che intanto uno schiaffo in faccia non sarà mai minimamente paragonabile? Possediamo davvero una bassezza morale tale da non comprendere che la violenza sia sbagliata e basta?
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