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Femminicidi: le donne, la politica e la società - terza parte

Sono già capitate vicende molteplici laddove uno o più individui abbiano obbligato delle ragazze o signore disabili ad avere sesso. Credo che questo segni il fondo dove un essere umano possa arrivare perché costringere una persona che ha dei problemi ad avere dei rapporti sessuali fa capire quanto possiamo essere delle merde. Non sono favolette queste, ma è la realtà agghiacciante di quello che avviene. La violenza domestica e gli abusi avvenuti sono un altro scenario terrificante dove il padre padrone vincola a sé stesso la donna e le eventuali figlie; si impone fondamentalmente per fare rispettare la sua autorità. Dalle figlie ci si aspetta fin da giovani che puliscano in casa, che sappiano cucinare e che provvedano alle faccende domestiche. La figura del patriarca mette in campo qualsiasi cosa dalla manipolazione psicologica alla violenza fisica pur di ottenere i suoi scopi. Questo atteggiamento viene accettato "perché qui sono io il padre e sono io il capo". Giovani ragazze che si trovano ad essere schiavizzate e vivono una vita del cazzo per compiacere il volere del papà. Per tantissime figlie diventa la realtà di ogni giorno, mentre dall’altro lato ai figli maschi viene permesso di fare ciò che vogliono. Gli viene trasmesso il concetto che devono sapersi far valere a tutti i costi e che non devono abbassarsi a niente o a nessuno. È piuttosto diffusa l’idea che solo un malato mentale può arrivare a fare determinate azioni, ma non sono solamente i psicopatici a commettere degli atti gravi nei confronti delle ragazze. Quante volte sono quei ‘bravi ragazzi’ che vanno bene a scuola e sembrano normali. Quante volte sono quei ‘bravi ragazzi’ che si celano dietro ad uno schermo del cellulare e fanno i gentiluomini, riempiendo di complimenti una ragazza che magari non sospetta niente come è normale che sia. Quante volte che quei ‘bravi ragazzi’ sono pieni di quella cazzo di gelosia che diventa il movente per fare male. Quante volte che quei ‘bravi ragazzi’ fanno venire i sensi di colpa alla fidanzata, allontanandola dai suoi amici cosicché lei non abbia altra scelta a parte dipendere da loro. Quante volte che quei ‘bravi ragazzi’ gridano e sbraitano alla ragazza per poi baciarla, come se il bacio fosse sufficiente per superare tutto quanto.


Volevo raccontarvi la mia esperienza personale dopo aver appreso dalle notizie della scomparsa e del ritrovamento del corpo di Giulia. È stato un periodo difficile per me in quanto è come se veramente lei fosse stata una mia amica che conoscessi da tempo. Pensare all’angoscia che hanno provato il fratello, Elena e Gino a non aver più una sorella ed una figlia mi ha distrutto a livello interiore, quindi non immagino loro. Rammento quando la polizia e tutti i volontari stavano perlustrando i boschi e i fiumi. Speravo in qualsiasi momento che avrei visto la notifica della notizia che la ragazza fosse stata salvata. Per quanto avrei desiderato che fosse viva Giulia, ogni giorno che passava si spegneva la luce dentro di me. Quando mia mamma ha letto il giornale è venuta da me, e mentre mi parlava dell’accaduto si è messa a piangere. Né abbiamo un po’ parlato e di quanto fosse stato brutto. Più tardi mi sono scritto con Aurora, la mia ragazza e non aveva parole. Non c'è modo per descrivere la ferocia che certa gente ha nell’anima. Ve lo giuro non avete idea quanto mi facciano incazzare come una bestia tutti i politici, giornalisti e i complottisti che nelle ultime settimane si sono scagliati contro chi ha deciso di denunciare la freddezza, la bestialità di questo femminicidio. Per me non sono nemmeno degli esseri umani; sono dei bastardi e delle bestie di satana.


Il 27 di maggio del 2023 Alessandro Impagnatiello ha ucciso la sua fidanzata, Giulia Tramontano con 37 coltellate; il suo corpo è stato ritrovato dopo 4 giorni a Senago, un comune di Milano. Giulia aveva 29 anni ed era incinta da 7 mesi. Inoltre dall’autopsia è emerso che Impagnatiello stava provando ad avvelenare Giulia da mesi prima del femminicidio. Un’altra vita spezzata da un uomo cruente e simbolo della massima cattiveria possibile. Nella notte tra il 28 e il 29 di luglio del 2023 Sofia Castelli è stata uccisa anche lei a coltellate dal suo ex, Zakaria Atqaoui. Sofia è stata descritta come una ragazza “piena di sogni”; studiava sociologia all'università Bicocca a Milano. Secondo le menti illuminate ed esperte dei social Sofia se lo sarebbe dovuto aspettare perché Atqaoui è marocchino; pur di non ammettere l’esistenza della tossicità del maschilismo si finisce per essere razzisti. Perché sono importanti da raccontare questi episodi? Sono significativi per smascherare i mostri psicopatici a cui spesso si riferisce. Ho inserito questi eventi non come un fantasticamento della violenza, ma per mostrare i delitti dei quali il nostro sesso si è macchiato le mani. Come è possibile che un uomo abbia un odio così smisurato dentro se stesso per arrivare a fare degli atti scellerati come violentare o ammazzare una ragazza?


Quando presi la decisione che avrei scritto un testo dedicato a Giulia e a tutte le vittime della violenza di genere e/o di femminicidio non avrei potuto immaginare che mi sarei approfondito come invece ho fatto. Attraverso questa riflessione ho voluto raccontare ciò che mi ribolliva in testa e cerco di mantenere viva la speranza che anche altri condividano le mie parole. Non provo nessun tipo di empatia per Filippo Turetta. È anche vero però che non serve a nulla augurargli di morire o che gli diano la pena di morte, come in molti hanno ammesso apertamente; non è che augurando a Turetta di sparire dalla faccia della terra si possa in qualche modo colmare il dolore per Giulia. C'è bisogno di una rivolta di pensiero, un cambio di rotta drastico. Se bastasse solo un testo in più per evitare che un’altra ragazza eviti di lasciarci non credo che ci sarebbe nessuno che non lo farebbe. Alla fine del giorno le parole cosa sono? Lettere messe insieme scritte su un foglio oppure sullo schermo di un cellulare. Le frasi servono per far sì che l'affetto delle persone si percepisca. I nostri bei discorsi devono essere tradotti in delle manifestazioni, delle azioni indirizzate ad esserci fisicamente per le donne. I nostri bei discorsi devono essere tradotti nel potenziamento delle strutture che offrono supporto alle ragazze vittime di atteggiamenti intimidatori e quant’altro. I nostri bei discorsi devono essere tradotti in una sensibilizzazione e ragionevolezza che accolgono una ragazza che denuncia un’aggressione, non che viene respinta o messa da parte. I nostri bei discorsi devono essere tradotti a creare un equilibrio maggiore tra i due sessi ovunque sia possibile farlo (potere, famiglia e lavoro), non ad una separazione più grande. I nostri bei discorsi devono essere tradotti a farci comprendere che quella fetta grossa di maschilisti del cazzo che sui social sono seguiti da milioni di utenti hanno lo solo ed unico scopo di dividerci come specie, rendendo la donna una schiava sottomessa, mentre l’uomo il re assoluto. Pensateci. Qual è il futuro che vogliamo per i nostri figli? Come vorremmo essere ricordati un giorno che ci sarà la nostra prole sulla terra? Quanto ci teniamo alla sopravvivenza degli esseri umani e delle future generazioni?


“I femminicidi? Siamo animali e rispondiamo a istinti predatori”: queste sono le parole di Nicola Stanzani, un consigliere di Forza Italia nel comune di Bologna. Con questa affermazione abbiamo raggiunto l’apice del ridicolo. Stanzani deve essere rimasto ad una visione dell’uomo antiquata e non adeguata a quella dei giorni nostri. Finché avremo dei politici all'interno dei nostri comuni e dello Stato che sono i primi a promuovere il sessismo e la violenza non possiamo meravigliarci se non si riesce ad evolvere e migliorare. Viviamo in una società dove le manifestazioni svolte contro i femminicidi e la violenza di genere vengono viste come una società del pensiero unico, globalisticamente corretto, ma moralmente corrotto. Viviamo in una società dove il Senato era praticamente vuoto mentre si parlava della legge della violenza sulle donne. Viviamo in una società dove dei trogloditi ricordano con piacere il patriarcato del passato perché tutto funzionava perfettamente; il marito doveva pensare solo al lavoro, mentre la moglie si doveva occupare della casa, delle pulizie e di preparare il cibo. Viviamo in una società dove un pseudo-giornalista come Feltri sostiene che “la salvezza dipende da un posto di lavoro, ossia dall’autonomia materiale, economica”. Ma tutte quelle ragazze come Sofia e Giulia che studiavano all'università, per non parlare di quelle che lavoravano cosa sono? Dei casi a parte? Le piccole eccezioni alla regola? Viviamo in una società dove l’aborto viene classificato come la prima causa di femminicidio del mondo. L’aborto è una di quelle tante scelte che una donna dovrebbe (la seconda volta che odio usare il condizionale) avere. Chi è che si porta per nove mesi un bambino nella pancia? Chi è che sopporta tutti quei dolori continui? Chi è che va a fare tutte quelle visite all’ospedale, augurandosi che vada tutto bene? Fatevi le domande e datevi delle risposte. Come cazzo può pensare qualcuno di arrivare a condizionare delle cose che nemmeno lo riguardano? Mi dispiace davvero che ci siano anche tante figure femminili che decidono di offendere altre ragazze che decidono di intraprendere l’aborto.



Per troppi ragazzi ormai costituisce un problema assurdo il fatto che la sua controparte femminile possa essere più libera. Non sarebbe il caso di gioire? Una conquista per le ragazze è una conquista per tutti. Ci sono tantissimi esempi nello sport dove le donne hanno portato a casa delle vittorie pazzesche; mi riferisco per esempio all’impresa compiuta da Federica Brignone, una delle stelle del mondo dello sci. Possiamo ricordare con orgoglio anche il piazzamento ottenuto dalla nostra nazionale femminile di calcio; ciononostante sembra sempre che ci sia questa diffidenza nei confronti del progresso della nostra civiltà. Per la delusione grande di moltissime persone non si può rimanere con la testa nel passato. Il mondo sta cambiando a vista d’occhio e non possiamo permetterci di rimanere immobili a guardare. Abbiamo il dovere di eliminare quelle disparità tra la gente che non concedono ad ognuno la piena realizzazione di se stessi e dei propri obiettivi. So benissimo che quello che ho scritto si può applicare a tutti, ma che non si credano di andare da qualche parte coloro che vogliono proseguire la loro arrampicata sugli specchi. Deve essere chiaro che la società si evolverà e chi cercherà di fermare questa evoluzione verrà emarginato e messo da parte; si può parlare e discutere delle opinioni, attuando in seguito delle modifiche se vengono considerate necessarie. È giusto che ci sia un dialogo tra gli umani, ma dobbiamo mettere a fuoco l’idea che su determinate questioni non può esserci resistenza.


In più scuole italiane sono stati creati dei video appositi in occasione della violenza contro le donne; sono messaggi che devono essere trasmessi per ricordare ai ragazze/i che deve esserci l’abbraccio non la sberla tra uno e l’altro. Mi angoscia particolarmente ricordare che spesso sono le mamme, le donne in politica o le ragazze in generale a mettersi una contro l’altra. Mi sembra superfluo scrivere quanto siano inutili questi gesti, soprattutto le figure femminili che scelgono di aderire al patriarcato non fanno altro che rallentare l’evoluzione che dicevo prima. Una mamma che insegna a sua figlia che gli unici scopi nella sua vita devono essere: avere i figli del marito, curare la casa e i bambini, cucinare e l’ubbidienza silenziosa nei confronti del compagno/marito condannano la figlia ad una vita di miseria e tristezza infinita. Una ragazza che pubblica sui social dei post/tweets a favore della cultura patriarcale danneggiano se stesse ed innumerevoli ragazze in quanto un ragazzo potrebbe tirare fuori i loro contenuti per giustificare la violenza verso la compagna. Una ragazza che si allea con i ragazzi contro le sue simili solo per essere accettata dal gruppo fa schifo solamente a sentirlo esprimere. Il patriarcato è un’ombra costante nella vita di ciascuno di noi tra chi lo usa per abusare e chi invece né subisce gli effetti. Non ci sono mezze misure che si possono prendere; l’unica misura è smontarlo da dentro. Coloro che si divertono ad ironizzarci sopra questi concetti tossici mi fanno rattristare e mi fanno riflettere quanto questi stessi né siano complici e quanto lavoro ci sia da fare.


Vorrei fare un appello direttamente ai ragazzi e alle ragazze. Innanzitutto ai ragazzi chiedo di imparare a rispettare quello che possa essere il “no” di una ragazza ad una vostra richiesta di sesso. Se non lo vuole fare non avete nessun potere su di lei a costringerla affinché vi dica di si. Vi esorto a pensare con il vostro cervello e non a seguire la mentalità del gruppo solo perché è più popolare. Posso assicurarvi che molestare sessualmente una ragazza oppure macchiarsi le mani del suo sangue non vi renderà più fighi con i vostri amici. Otterrete solo il merito di passare del tempo in carcere, sperando che il vostro avvocato riesca a dimostrare che siate malati mentalmente in qualche modo (ormai va di moda). Non siate quei “bravi ragazzi” che per fare l’amore drogano il drink di una fanciulla in discoteca. Non siate quei “bravi ragazzi” che appena li capitano gli occhi su una ragazza bella per strada li fanno gli apprezzamenti. Non siate quei “bravi ragazzi” che non mandano giù il boccone della rottura con l’ex. Mettetevi nei panni della vostra ex-ragazza; ragionate se voi vi lasciaste con uno e questo per ripicchia vi venisse a cercare per picchiarvi oppure vi minacciasse, affinché voi ci tornaste insieme. Alle ragazze ci tengo a dire di essere forti e coraggiose. Io non sono una ragazza, ma in questo mese che ho scritto questo testo mi sono trovato in diverse occasioni a ponderare come deve essere brutto camminare per strada e avere paura. È vero che disponete di mezzi tecnologici come i vostri cellulari che potete utilizzare, ma quel terrore di essere attaccata, di non arrivare a casa deve essere sconvolgente. Ricordatevi di chiamare il 1522 se avvertite anche il senso minimo del pericolo oppure mettetevi in contatto con Viola Walk Home (tra i servizi molteplici) se non siete tranquille a camminare da sole per strada. Ricordatevi che ogni vostro atto prudente che possiate fare potrebbe essere quello che vi salva la vita. Ricordatevi in ogni momento di non credere di essere il sesso ‘debole’, nonostante la retorica ignorante solitamente sostenga il contrario. Ogni volta che leggo di uno stupro o di un femminicidio vi giuro che il cuore mi piange davvero. Denunciare una violenza che avete subito non sarà mai una cosa sbagliata; cercate di ricordare in quei momenti che è la vostra persona a contare come l’oro ed è quella che salvereste.


Ciao Giulia. Per l’ultimo pezzo del mio testo ci tenevo a rivolgermi a te. Mi dispiace veramente che non ci sei più sulla terra a leggere le cose belle che le persone hanno scritto di te e a vedere quello che hanno fatto. Riuscire a trovare le parole giuste è stato complicato per me perché sono rimasto senza parole da quello che ti è successo. Avrei voluto che tornassi a casa da tuo padre e dai tuoi fratelli. Quando ho letto quella notizia che quel bastardo ti ha ucciso e lasciato vicino al lago qualcosa al mio interno si è rotto. Ho deciso di esprimere i miei pensieri sulla tua vicenda, narrando allo stesso tempo quella di altre ragazze o donne. Quando mi succede di vedere una tua foto sulle notizie mi si stringe il cuore. Il 5 di Dicembre del 2023 c'è stato il tuo funerale e tuo padre ha fatto un discorso straordinario. Ho ascoltato anche quell’audio dove raccontavi alle tue amiche come Filippo fosse diventato oppressivo verso di te e tu non sapevi cosa fare in quanto lui continuava a ripeterti che si sarebbe tolto la vita se non l’avessi voluto più. Non serve a niente, però voglio chiederti scusa. Ti chiedo scusa che un ragazzo che ha un anno in meno di me sia riuscito a compiere una crudeltà simile. Ti chiedo scusa se una buona parte del mio sesso ancora adesso non riesca ad ammettere che il patriarcato esista. Ti chiedo scusa che quei vermi politici senza spina dorsale dopo la tua morte sono riusciti a demonizzare tua sorella che ha cercato in tutti i modi di mettersi contro un sistema che punta a soffocare e basta. Ti chiedo scusa se sui social moltissimi utenti abbiano fatto le vittime invece che prendersi le responsabilità che gli sarebbero spettate. Ti chiedo scusa e ti voglio bene. Ciao Giulia.

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