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Femminicidi: le donne, la politica e la società - seconda parte

Da più di un mese che è venuta a mancare Giulia Cecchettin i social sono stati caratterizzati in parte da messaggi/post di speranza e forza orientati a fare memoria di Giulia. Allo stesso tempo si è ricordato quanto la violenza femminile insieme ad un clima tossico siano da condannare nella maniera più assoluta. Abbiamo anche assistito purtroppo all’ignoranza becera frutto di una mancanza totale di neuroni; solo così riesco a spiegarmelo sinceramente. Pur di non esprimere empatia e solidarietà al padre di Giulia, ad Elena e al fratello ho letto tantissimi post che a me piace chiamarli ‘acchiappa-like’ in quanto sono concetti ‘larghi’ che si basano sull'analisi di parole/frasi singole piuttosto che sul discorso intero. “I femminicidi sono brutti, ma bisogna capire gli uomini”. "Se ha ucciso quella ragazza lei avrà fatto sicuramente qualcosa per farlo arrabbiare”. A me francamente sono cose che mi hanno fatto rabbrividire e mi turba quanto queste affermazioni siano cariche di sessismo. Una ragazza è morta dopo essere scomparsa per una settimana e questo è il modo di confortare chi sta male? Quali motivi può aver avuto un ragazzo di 22 anni di annullare dal mondo una ragazza? Quali motivi possono legittimare un femminicidio? Vi vuole lasciare perché non fate altro che insultarla? Vi vuole lasciare perché non fate altro che criticare e poi fate finta che non sia accaduto niente? Vi vuole lasciare perché avete reso la sua vita un inferno con le vostre ossessioni?


Mi fa inorridire quanto questi leoni di tastiera si sentano anti-conformisti ad esprimere le loro idee come se fossero rivoluzionarie. Se può accontentare i maschilisti molti commenti sono stati fatti anche da delle ragazze, ma questo non mi sorprende visto che la cultura patriarcale riesce a diffondersi ovunque. Invece che fare i filosofi riguardo a degli argomenti ‘popolari’ la gente potrebbe prendere un libro in mano e cominciare a leggere degli abusi che le donne hanno dovuto subire nel passato. Nonostante tutto con il passare degli anni la figura femminile si è impegnata nella lotta per la sua uguaglianza, si è impegnata a cercare quell'uomo con quel grammo di intelligenza per poter vedere le cose dal suo punto di vista. Se siamo qui su questa terra è stato grazie ad una donna che ci ha portato in grembo per 9 mesi. Se siamo qui su questa terra dobbiamo ringraziare le donne e ammirarle per i sacrifici che hanno dovuto fare. Se siamo qui su questa terra è perché siamo stati amati già prima che noi nascessimo. E noi maschi, maschi veri e forti come diciamo grazie? Scrivendo delle cazzate intrise di doppi standard in quanto qualcuno ha osato toccare il tasto del patriarcato? Scrivendo che le donne sono sessiste in quanto attaccano tutti gli uomini per l’omicidio di una ragazza compiuto da un ragazzo? Scrivendo da veri maschi invulnerabili che noi non ci abbassiamo a chiedere scusa? L’omicidio è stato commesso da un ragazzo e noi cosa saremo? Alieni? Chiunque di noi ragazzi sarebbe potuto essere Filippo, come qualsiasi ragazza sarebbe potuta essere Giulia. Magari il ragazzo poteva essere Riccardo, Antonio, Paolo, Corrado o Francesco; d’altro canto la ragazza sarebbe potuta essere Federica, Agnese, Laura, Matilde o Alessia. Le cose sarebbero state identiche e ci saremmo ritrovati con la stessa ondata di odio che c'è adesso.


Vi riporto per intero le dichiarazioni fatte da Cesare Mevoli, un consigliere del comune di Brindisi che appartiene a Fratelli d’Italia. Mevoli ha definito “fortemente imbarazzante la sovraesposizione mediatica di Elena Cecchettin, sorella della povera Giulia, con attacco frontale a tutti gli uomini, unito a forte desiderio di repressione e di ‘educazione alternativa”. “La sorella della sfortunata Giulia sale in cattedra e senza che nessuno glielo chieda, colpevolizza e detta le regole che tutti gli uomini devono pedissequamente osservare”. “Ricordiamo a questa ragazza, grande appassionata di Bafometto, croci capovolte e pentacoli, che i Veri Uomini sanno perfettamente come comportarsi e convivono in modo pacifico con le Donne da sempre. Rispettandone l'essenza, i sentimenti e la sensibile natura. Chi commette abusi e/o omicidi va in galera, semplice. Ma quelli, non sono Veri Uomini. I Veri Uomini non hanno bisogno dei consigli di una ragazza che farebbe meglio a rispettare la sorella, stringendosi attorno alla famiglia in un dignitoso silenzio di preghiera”. “Ma quale patriarcato, questo è il vostro uomo rieducato. Guardateli, guardateli bene in faccia. Guardate le altre immagini presenti sul web di questi due qua: i volti puliti, le sopracciglia curate, le spalline strette nelle loro camicette su misura, i braccini sottili, le manine intonse. Sono i figli della mascolinità tossica? Non crediamo proprio, questi sono i vostri uomini rieducati, decostruiti, femminilizzati”. “Parlano di loro come bravi ragazzi, famosi per la loro mitezza, gente che non ha mai dato un problema e noi ci crediamo; questi qua, pavidi e remissivi probabilmente non hanno nemmeno mai partecipato ad una scazzottata. Ed è esattamente di questi ometti che dovete avere paura: gelosi, insicuri, invidiosi, spaventati, egocentrici, possessivi, isterici, incapaci di affrontare i problemi. In una parola, DEBOLI”


Innanzitutto esorterei Mevoli a posare il bicchiere di vino prima di scrivere con il telefono; si risparmierebbe una quantità enorme di figuracce. Se si è stati più concentrati sulla figura di Elena recentemente è perché sua sorella è stata ammazzata, ed Elena come altre ragazze sono stanche di dover sopportare un sistema che è contro di loro. Mi piace come il consigliere usi i termini ‘educazione alternativa’ quando l’unica ‘educazione alternativa’ ossia la mascolinità tossica presente in Italia è quella proposta dagli esponenti del suo stesso partito e di quello della Lega. Ricordo a quest’uomo (che è già fin troppo un complimento) grande appassionato ai valori patriarcali e di tutto ciò che né consegue che sta banalizzando il femminicido di Giulia, classificandolo come un omicidio qualsiasi. Una ragazza di 22 anni è morta, una ragazza che avrebbe potuto avere un futuro grande davanti a sé, una ragazza che avrebbe potuto mettere su famiglia con una persona a fianco che la rispettasse per quella che era.


La definizione del ‘vero uomo’ di Mevoli sembra essere stata presa dal libro classico dove l’uomo salva la dama, ma non è la realtà. Se veramente l'uomo sapesse come comportarsi non saremmo arrivati a più di 100 femminicidi quest’anno. Abbiamo anche potuto leggere l’ennesimo tentativo da parte di un uomo che ordina la donna cosa deve fare; in questo caso secondo il consigliere, Elena dovrebbe stringersi intorno alla famiglia e restare in silenzio. Ebbene sono anni che il sesso femminile è rimasto in silenzio, e purtroppo alcune lo fanno ancora oggi per il terrore, di fronte a quello che fossero/sono gli abusi. Sono anni che tante ragazze/donne sono andate in cielo troppo presto a causa dell'aggressività di noi maschi. Nell’ultima settimana si è menzionata spesso la parola ‘deresponsabilizzazione’, e nelle sue ultime frasi Mevoli riesce benissimo a togliere la responsabilità all’omicida, descrivendolo come debole e spaventato. Turetta non aveva paura e sapeva bene quello che stava facendo; fino all’ultimo c'è riuscito nel suo obiettivo che era eliminare Giulia. Filippo rientra nell’elenco di quei ‘bravi ragazzi’ perché non è un mostro psicopatico; è un ragazzo come chiunque altro che ha compiuto un delitto efferato. Quanto mi duole rammentarvi che il politico che ha fatto questo sproloquio inutile e disumanizzante sia pagato dallo Stato; con gente come lui al comando non mi sorprende neanche un po' che una donna non riesca a trovare la forza di denunciare una violenza subita.


L’altro ieri ho visto una storia su Instagram dove una mamma diceva che sperava che le sue figlie sarebbero state omosessuali un giorno; da un lato la capisco, però dall’altro mi rattrista parecchio che siamo arrivati a questi livelli. Verrà il giorno in cui una donna si farà giustizia da sola e cosa né sarà di lei? Mi angoscia vedere sul web e sui giornali quanti elementi siano stati radicalizzati a causa dei politici che abbiamo al governo che sono incapaci, razzisti, omofobi e anti-donna in ogni senso. Non sono in preda al delirio o nulla di simile; sono solo stufo, come chi è sceso in piazza. È ora davvero che il nostro sesso si assuma le sue responsabilità e ammetta collettivamente che stiamo fallendo. Bisognerebbe che la gente comprendesse che sarebbero da prendere le distanze da certi personaggi, e non corteggiarli e tenerli per la mano. Non ritengo che la mia riflessione sia di destra o di sinistra; non dovrebbe collocarsi in nessuna delle due, ma in quello che invece è la logica. Io sono dell’idea che l’odio vada anestetizzato; alla fine è un emozione. Da solo non si regge in piedi; ha bisogno di persone che lo spargono, come l’amore, anche se sono diversi tra i due. Non sono a caccia di followers sui social quindi non mi importa che la gente smetta di seguirmi per queste parole che sto scrivendo. È una vita intera che mi sento dare del fragile e non saranno di certo i giudizi a questo testo a sconvolgermi.


Il modo nel quale Filippo venga visto come un idolo mi fa veramente incazzare. Sono state create delle pagine Facebook per lui per difenderlo perché povero cucciolo lui non ha mica fatto niente di male. Non ha spezzato una famiglia per quello che erano la sua gelosia e ossessioni stupidi. Non ha insistito affinché Giulia si rimettesse con lui, nonostante lei non ne voleva più sapere. Lui rappresenta in tutto e per tutto il modello che tanti ragazzi e uomini vorrebbero essere, cioè un 'duro' vero che controlla la sua donna e se esagera lui la fa fuori. Le scenate che ha avuto Turetta di piangere e quant’altro sono il tassello finale del comportamento tossico. In primis ha accoltellato una ragazza per poi lasciarla vicino ad un lago sotto dei sacchetti della spazzatura. Quando il corpo di Giulia è stato ritrovato Elena è stata messa alla gogna mediatica in quanto si è permessa di lanciare un messaggio per sua sorella e per tutte le altre vittime di femminicidi passati. Da quando Filippo è tornato dalla Germania è stata addirittura avanzata l’ipotesi di dargli l'infermità mentale. Non lo vedete? È lo stesso cazzo di meccanismo ogni singola cazzo di volta e continuerà a funzionare, finché ci saranno gli scemi di merda che supportano questa feccia dell'umanità. Ci pensate a quanti killers si trovano la strada spianata per maltrattare e poi ammazzare una ragazza se intanto poi gli viene riconosciuta l'infermità mentale? Tra i primi interrogatori Turetta ha testimoniato che fin dall’inizio si sarebbe voluto consegnare; infatti nutriva talmente tanto questo sentimento nel suo cuore che ha attraversato prima il confine in Austria e poi è finito in Germania. Lui credeva di avercela fatta davvero, di aver svolto il suo compito alla perfezione, che se né sarebbe andato e che nessuno l’avrebbe più preso. Chi sarà la prossima ragazza o donna ad avere un ‘Filippo’ nella sua vita?


In Italia, come nel resto del mondo, c'è bisogno di modificare come noi ragazzi ci rapportiamo con le ragazze. Modificarsi non significa trasformarsi totalmente e diventare qualcosa che non siamo. La differenza tra l’uomo e la donna esisterà sempre, partendo dal discorso del corpo soprattutto. Nessuno vuole demonizzare la figura del ragazzo; è una cosa che c'è stata inculcata da gente ‘famosa’, ma che non corrisponde alla verità. In un mondo ideale il maschio e la femmina dovrebbero convivere insieme in modo pacifico, completandosi laddove sia necessario e aiutarsi nei momenti più difficili. Non ci porterà da nessuna parte continuare a seguire il maschio alpha di turno; anzi ci allontanerà soltanto da quello che sono le ragazze. Se le mie idee sono lontane dalle vostre comincerei a farmele due domande personalmente. Io non mi credo nessuno e che sia chiaro questo; sono uno scemo e sono maggiori gli errori che faccio rispetto alle cose che faccio bene. Offendere una ragazza per come sceglie di vestirsi o semplicemente per quella che sceglie di essere non ci rende dei campioni. Non possiamo sapere cosa ci sia dentro quella corazza che noi vediamo. Proviamo a riflettere se noi fossimo la ragazza che abita in quel corpo. Vivere ogni attimo con la paura che uno potrebbe metterci le mani addosso. Vivere ogni attimo sapendo che noi siamo e saremo sempre il sesso etichettato come quello vulnerabile. Vivere, ma senza vivere.


Nell’ultimo periodo numerose associazioni mediante l’uso dei social hanno espresso la vicinanza alle donne in occasione del 25 Novembre. L’importante è che questo sostegno non sia costituito da delle parole e basta, ma da delle azioni mirate ad abbassare le disuguaglianze sul posto di lavoro che si verificano tra l’uomo e la donna. Purtroppo sono all’ordine del giorno le discriminazioni dove il sesso femminile viene visto come impotente o impreparato; la decisione bellissima della maternità viene frequentemente accostata all’affatticamento mentale dovuto alle opinioni non richieste dei colleghi. Intanto i 9 mesi che precedono la nascita del bambino sono mesi di stanchezza e tensione. C'è sempre il pensiero che tutto potrà andare per il meglio. Dopo la gravidanza la neo-mamma può essere nuovamente bersagliata da critiche forti che non sarà abbastanza capace a svolgere il suo lavoro. La violenza di genere non sembra mai avere fine. Fortunatamente in Italia ci sono una moltitudine di centri anti-violenza che aiutano le vittime con impegno e dedizione. C'è una quantità infinita di ragazze che a causa della violenza subita perdono la propria identità e si chiudono in loro stesse. Le istituzioni devono saper trasmettere il coraggio a denunciare le aggressioni avvenute. È rilevante indirizzare le donne verso un ascolto che sia un ascolto, siccome succede assai che non vengono credute da chi dovrebbe farlo. È il silenzio di una ragazza di fronte ad un ‘banale’ schiaffo sulla guancia che racconta molto più storie piuttosto che l’urlo dal dolore provocato. È quel silenzio che le percuote dentro. È quel silenzio che viene continuamente colpevolizzato come una mancanza invece che essere correlato alla tristezza.



Più di una settimana fa Vittorio Feltri ha rilasciato le seguente affermazioni a ‘Il Giornale’, uno dei quotidiani di cui è direttore: “Ma dov'è questo patriarcato? Dove? Oggi le donne sono libere, studiano e briliano negli studi, lavorano e sono indipendenti, si sposano e mettono su famiglia sempre più tardi. Il femminicidio non è la regola, è l'eccezione di cui l'unico autore non è lo Stato e neppure la società, ma colui che impugna l'arma e ammazza. È costui che deve pagare e non il genere maschile nella sua interezza. Ed è in quest'ottica che dovremmo discutere di femminicidio e violenza di genere, smettendola di criminalizzare il maschio, di definirlo tossico, di fomentare l'odio immotivato nei riguardi di un genere reputato reo a prescindere, ossia quello maschile, che non ha alcuna colpa e che non è nemico del genere opposto. Adesso va tanto di moda affermare che sia necessario combattere il femminicidio educando affettivamente i giovani e che tale educazione affettiva debba essere uno dei compiti affidati alla scuola. Ogni volta che viene delegato alla scuola l'onere di trasmettere l'educazione ai fanciulli si favorisce quel processo di deresponsabilizzazione dei genitori che ha condotto al dilagare di fenomeni preoccupanti, come il bullismo o il consumo crescente di alcol e droghe da parte dei giovanissimi”


Nessuno ha mai negato che le donne non abbiano la possibilità di studiare, lavorare ed essere indipendenti. Ciò che Feltri, come anche altri non riescono ad impegnarsi di capire è quanto il patriarcato sia insito in moltissime famiglie e sia legato alla concezione che la donna non può essere troppo libera, ma libera nelle misure giuste, affinché la figura maschile patriarcale non percepisca nessun tipo d’attacco nei suoi confronti. Il femminicidio non è l'eccezione e a dimostrarlo sono l’aumento dei femminicidi negli ultimi anni, come se servissero dei dati per giustificare quanto facciamo schifo come società dove il femminicidio sembra la normalità ormai. Quando una donna viene stuprata o menata è come se si stessero attaccando tutte le donne ed è per questo che vale lo stesso per gli uomini in quanto sarebbe potuto essere qualsiasi uomo ad aver picchiato qualsiasi donna. Non si tratta che ogni ragazzo sia un criminale o di aizzare le donne contro gli uomini. Questa teoria che il sesso maschile non deve essere nemico del sesso femminile non può annullare il fatto che noi maschi dobbiamo scusarci collettivamente, prenderci le nostre responsabilita e limitare che questi eventi si verifichino. In diverse circostanze i genitori dei giovani sono i primi ad avere degli effetti negativi sui figli perché la violenza domestica riguarda molte abitazioni purtroppo. L’educazione affettiva a scuola offrirebbe agli alunni una visione dove l’amore superi l’odio. In Germania, Svezia e Francia questo tipo di educazione è diventato obbligatorio con il tempo. Imparando l'educazione affettiva a scuola, i ragazzi sarebbero più coscienziosi di se stessi e della propria sessualità; inoltre sarebbe anche presente una parte dedicata all'educazione alle emozioni, alle relazioni, al rispetto e al consenso. È stato dimostrato scientificamente che i ragazzi a cui vengono trasmessi i temi riguardanti alla propria sessualità vivono meglio e hanno meno ansia della 'prima volta'. Spero sempre che qui in Italia un giorno potremo aprire gli occhi a ciò che viene visto come la quotidianità da altri paesi nel mondo.

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