Abito a Piazza San Bernardo al secondo piano. Nel 1827 Goffredo Mameli, colui che scrisse l'inno nazionale dell'Italia nacque in questa casa. Mi chiamo Mafalda e sono una vedova ottantenne. Il mio marito di nome Mario che fu veramente un'anima pia mi ha lasciato 10 anni fa in seguito ad una caduta da una scala. "Mario non ti arrampicare che ti fai male. Aspetta che passi Niccolò e te lo prende lui" Non so quante volte glielo dissi di non usare più quella dannata scala, ma il mio Marietto è sempre stato un po' testone. Nonostante la sua cocciutagine, io lo sempre amato così tanto. Mi ricorderò sempre le nostre passeggiate e le cose che ci dicevamo. Era un uomo carismatico, ma soprattutto aveva la parola giusta al momento giusto. Spesso le mie amiche mi chiedono se sento il peso di vivere nella casa dove nacque Mameli. Ogni volta io rispondo che è diventato quasi normale per me abitarci perché è da 15 anni che sono qui. Allo stesso tempo è anche un privilegio enorme pensare che proprio qui è nato colui che un giorno avrebbe scritto l'inno italiano. I figli di mia cugina mi vedono come se fossi questa diva famosa del cinema; a me fa ridere parecchio. In generale devo dire che mi piacciono i giovani; è bello ascoltarli mentre parlano. È bello vederli crescere e trasformarsi in dei ragazzi e ragazze che studiano o che lavorano. Il mese scorso avevo bisogno di fare una visita al San Martino. Naturalmente non avendo una macchina, decisi che mi sarei affidata ad una croce. Chiamai mio figlio, Niccolò e gli chiesi una sua opinione in merito a quale croce mi consigliasse. Mio figlio abita a Bogliasco, e appena gli feci domanda per quale croce sarebbe stata la migliore per me, mio figlio mi rispose senza esitazione che la Croce Verde di Bogliasco sarebbe stata perfetta secondo lui. Visto che avevo capito che era piuttosto entusiasta dall'idea che loro mi accompagnassero lo incaricai di andare alla Croce per chiedere se sarebbero riusciti a portarmi. Dopo un'ora mi telefonò e mi disse che sarebbero venuti la mattina successiva dalla Croce Verde a prendermi. Quando sono arrivati i militi notai che erano due ragazzi di 20/30 anni. Uno era alto con i capelli ricci lunghi, mentre l'altro era senza capelli praticamente e leggermente più basso rispetto al primo. Mi aiutarono a fare le scale in quanto insistetti per camminare piuttosto che obbligarli ad usare la loro sedia. Mi portarono al San Martino e mi aspettarrono fino a quando finì la visita. Al ritorno ebbi la possibilità di chiacchierare di più con i ragazzi rispetto all'andata. Furono veramente gentili e simpatici e fu per questo che li lasciai 10 euro a testa di mancia. I giovani non sono tutti uguali e credo sia importante rammentarlo. Detto ciò io non ci tengo ad impartire lezioni a nessuno, ma volevo condividere la mia esperienza. Raramente mio figlio mi viene a trovare con i miei nipoti e in parecchie occasioni mi capita di provare un senso di solitudine. La scrittura è il mio bastone che mi accompagna in tutto ciò che faccio.
Abito a Piazza San Bernardo al secondo piano. Nel 1827 Goffredo Mameli, colui che scrisse l'inno nazionale dell'Italia nacque in questa casa. Mi chiamo Mafalda e sono una vedova ottantenne. Il mio marito di nome Mario che fu veramente un'anima pia mi ha lasciato 10 anni fa in seguito ad una caduta da una scala. "Mario non ti arrampicare che ti fai male. Aspetta che passi Niccolò e te lo prende lui" Non so quante volte glielo dissi di non usare più quella dannata scala, ma il mio Marietto è sempre stato un po' testone. Nonostante la sua cocciutagine, io lo sempre amato così tanto. Mi ricorderò sempre le nostre passeggiate e le cose che ci dicevamo. Era un uomo carismatico, ma soprattutto aveva la parola giusta al momento giusto. Spesso le mie amiche mi chiedono se sento il peso di vivere nella casa dove nacque Mameli. Ogni volta io rispondo che è diventato quasi normale per me abitarci perché è da 15 anni che sono qui. Allo stesso tempo è anche un privilegio enorme pensare che proprio qui è nato colui che un giorno avrebbe scritto l'inno italiano. I figli di mia cugina mi vedono come se fossi questa diva famosa del cinema; a me fa ridere parecchio. In generale devo dire che mi piacciono i giovani; è bello ascoltarli mentre parlano. È bello vederli crescere e trasformarsi in dei ragazzi e ragazze che studiano o che lavorano. Il mese scorso avevo bisogno di fare una visita al San Martino. Naturalmente non avendo una macchina, decisi che mi sarei affidata ad una croce. Chiamai mio figlio, Niccolò e gli chiesi una sua opinione in merito a quale croce mi consigliasse. Mio figlio abita a Bogliasco, e appena gli feci domanda per quale croce sarebbe stata la migliore per me, mio figlio mi rispose senza esitazione che la Croce Verde di Bogliasco sarebbe stata perfetta secondo lui. Visto che avevo capito che era piuttosto entusiasta dall'idea che loro mi accompagnassero lo incaricai di andare alla Croce per chiedere se sarebbero riusciti a portarmi. Dopo un'ora mi telefonò e mi disse che sarebbero venuti la mattina successiva dalla Croce Verde a prendermi. Quando sono arrivati i militi notai che erano due ragazzi di 20/30 anni. Uno era alto con i capelli ricci lunghi, mentre l'altro era senza capelli praticamente e leggermente più basso rispetto al primo. Mi aiutarono a fare le scale in quanto insistetti per camminare piuttosto che obbligarli ad usare la loro sedia. Mi portarono al San Martino e mi aspettarrono fino a quando finì la visita. Al ritorno ebbi la possibilità di chiacchierare di più con i ragazzi rispetto all'andata. Furono veramente gentili e simpatici e fu per questo che li lasciai 10 euro a testa di mancia. I giovani non sono tutti uguali e credo sia importante rammentarlo. Detto ciò io non ci tengo ad impartire lezioni a nessuno, ma volevo condividere la mia esperienza. Raramente mio figlio mi viene a trovare con i miei nipoti e in parecchie occasioni mi capita di provare un senso di solitudine. La scrittura è il mio bastone che mi accompagna in tutto ciò che faccio.
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