Vorrei diventare un'astronauta un giorno. Quando glielo dico ai miei amici scherzano e dicono che sono un po' folle in quanto per arrivarci la strada sarà tortuosa, ma a me non importa. Immaginare di trovarmi nello spazio mi lascia delle emozioni indescrivibili dentro. A volte me lo chiedo se ci sia della vita o meno fuori dalla nostra galassia. Penso spesso se potrebbero essere delle forme di vita violenti oppure pacifiche. Penso spesso se potrebbero essere alieni che ci vogliono comandare oppure vivere in armonia con noi. Adoro le costellazioni nel cielo e guardarle con il telescopio, come avevo fatto a quel museo l'anno scorso in terza media. Io amo scienze, matematica e fisica, ma purtroppo questo non mi ha aiutata a fare delle amicizie in classe. Faccio la prima liceo scientifico e c'è solo un'altra ragazza nella mia classe che però è piuttosto antipatica. È da 2 anni circa che mi sono innamorata dello spazio. Mio padre è uno scienziato che ha vinto diversi premi per le opere che ha pubblicato ed è stato lui ad avermi trasmesso la voglia di sapere di più sullo spazio. Dopo che eravamo andati al planetario l'anno scorso lo pregai di portarmi dove lavorasse lui. Mio padre è un astrofisico e lavora in un laboratorio insieme a degli altri colleghi. Di fronte alle mie insistenze cedette finalmente e per una giornata mi portò dove lavorava. Per me era come se si fosse sbloccato un mondo nuovo che non riuscivo a farne meno. Studiavo i disegni e le formule di mio papà e degli altri astrofisici; pur non capendoci granché mi affascinavano quei calcoli complessi che facevano. Il mio babbo fu colpito dal mio interesse e mi fece anche dei complimenti. Quando tornai a casa e raccontai la mia esperienza a mia mamma lei fu altrettanto contenta e mi diede un abbraccio. Ormai glielo ripeto tutte le settimane ai miei che voglio fare l'astronauta da grande.
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