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La mazza

https://drive.google.com/uc?export=view&id=1ZNAOAlAHxi9I0bwvf3PQW9b9f0Fz2Kfg

"Chiediamo che tutti gli studenti del quarto piano si presentino immediatamente nel mio ufficio, affinché il poliziotto della nostra scuola possa prendere le vostra impronte digitali. Questa è un'occasione che stiamo dando al colpevole, cosicché possa farsi avanti e prendersi le sue responsabilità. Intanto lo scopriremo comunque chi è stato ad aver fatto questa oscenità quando la scientifica rileverà le impronte dalla mazza" Davide non è scemo. Lo sapeva benissimo cosa sarebbe accaduto se fosse andato ad ammettere la sua colpevolezza al preside. Probabilmente avrebbe cercato di scusarsi e dire quanto gli dispiacesse che avesse compiuto un delitto. Da un lato il preside aveva ragione; prima o poi l'avrebbero capito chi fosse il kill*r perché ogni studente della scuola in prima aveva dovuto lasciare le proprie impronte quando aveva fatto l'iscrizione. Questa era una scuola piena di delinquenti e dro*ati, quindi era normale che ci fossero diverse norme di sicurezza. Davide avrebbe dovuto provare angoscia per quello che aveva fatto. La verità è che colpire con una mazza da baseball il suo professore di fisica era stata come una prova di forza e coraggio per lui, una prova per dimostrare a sé stesso che non era poi così tanto difficile. Il Prof Richards era un gran bastar*o; passava le ore a torturare mentalmente i suoi alunni, facendogli imparare a memoria formule inutili invece che fare esercizi. Nessuna si capacitava di come non fosse ancora andato in pensione; avrà avuto 70 anni e ansimava come tutto. Farlo fuori era stata una cosa stupenda, però adesso doveva pensare al presente. Siccome aveva già premeditato da tempo l'omicidio non doveva fare altro che seguire il suo piano. Come ultimo punto della sua lista aveva scritto di scappare all'aeroporto e prendere l'aereo per il Messico. Lontano da questa scuola orrenda, lontano dai suoi genitori tossic*dipendenti.

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