La depressione mi ha detto che mi proteggerà dagli insulti. Quando vado fuori è sempre con me, come un'ombra che mi segue. Dopo che mi hanno picchiato quel giorno Lei è venuta lì da me e mi ha ricordato quanto sono unico al mondo.
Non sono triste, però sto male comunque. Ieri un ragazzo mi ha spinto giù dalle scale, mentre uscivamo da scuola. Tra i dolori continui nelle ossa e la mia depressione preferisco quest'ultima perché intanto ci sono abituato a conviverci.
Stamattina mi sono svegliato che ero felice perché domani è Sabato, così potrò dormire. La verifica d'inglese mi è andata bene e tutto sembra così bello. Non vedo l'ora di ritornare a casa e stare da solo.
Ho veramente tante materie sotto e i miei prof mi hanno detto che la bocciatura sarebbe la cosa migliore. Se verrò bocciato lo so già che i miei mi diranno di tutto. Mi sento di essere un fallito e che non potrò mai fare niente nella mia vita.
Ho appena finito di discutere con Michele. Tra pochi giorni sarà Natale ed io sono qui a versare lacrime piene di rabbia per una persona che vuole togliermi da mia madre. Non capisco perché quest'uomo debba sempre urlare di tutto a mia mamma.
Vorrei potermi appoggiare a qualcuno e raccontargli come mi sento dentro. Ho paura che a chiunque ne parlerò delle mie emozioni non mi saprà comprendere. Odio lamentarmi perché mi rendo conto che c'è gente che sta peggio di me.
Lei mi guarda allo specchio e ride di quanto sono brutto. Mi dice che assomiglio al senzatetto che abita sotto al nostro condomino. Mi chiudo in camera e guardo il cellulare per la ventesima volta, anche se non mi scrive nessuno.
La depressione è una cosa che non riesco a darci un nome. Lei mi fa i grattini sulla pancia finché non mi addormento. Lei mi fissa quando dormo e gioisce perché sto avendo un incubo terribile.
Stamattina sono andato a comprare la focaccia al formaggio e la focaccia normale; il profumo di tutto ciò sapeva di libertà. Dopo di che ho preso l'autobus e sono andato in centro. Appena sono arrivato al capolinea sono sceso e non riuscivo a fare meno di sorridere.
Vorrei che qualcuno mi abbracciasse e mi dicesse che mi starà vicino. Non so cosa vuol dire avere un'amicizia perché ai miei occhi tutti mi stanno prendendo in giro. Mi consola il pensiero che forse tutti i ragazzi della mia età devono superare queste prove fisiche al liceo.
Sono andato a correre oggi in quanto mi aiuta a sfogarmi. A volte vedo la gente che corre con la musica; a me invece piace ascoltare i rumori della mia città. Voglio cercare di battere il mio record dell'altra volta.
Lei è come un ospite non gradito in casa che non riesco a mandare via perché mi sta ricattando. Mi dice che solo Lei ci sarà sempre e che nessuno potrà mai aiutarmi. Ieri ho pianto tutto il pomeriggio, e nel frattempo Lei mi faceva i massaggi.
Lei mi tiene rinchiuso all'interno di una bolla di vetro. Mi ripete che lo fa per il mio bene, ma mi manca l'ossigeno. Vorrei scappare, ma non ho le forze a sufficienza per farlo.
La mia depressione mi sta facendo uscire di testa. Lei dice di farmi ricoverare in un ospedale, ma non saprei come spiegarglielo ai miei. Sento che non ho più tanto per cui vivere perché tutte le luci si stanno spegnendo e mi sento sprofondare.
Mi sono svegliato poco fa. La tristezza mi sta mangiando vivo come un parassita. L'umidità è altissima, ma non vuole piovere.
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