Scusami Carlo. Non te lo saresti meritato e non credo che neanche te lo saresti aspettato da parte mia, ma ho deciso di andarmene. Quando ti ho sposato 40 anni fa eri un uomo diverso. Avevi un fascino e una galanteria che ti distinguevano rispetto a quelli che ti circondavano. La nostra amata figlia, Sara quando ha compiuto 27 anni si è trasferita con il suo ragazzo. Per te è stata la tua fine. Sei diventato intrattabile e sgorbutico. Non potevo dirti una cosa che mi rispondevi subito con un tono seccato. Ti ho sopportato per 10 lunghi anni perché mi facevi compassione. L'avevo sempre visto che la Saretta era la luce dei tuoi occhi, ma anch'io avrei voluto averti vicino.
Quanto volte mi vennero pensieri stupidi che addirittura sembrava che volessi più bene a nostra figlia piuttosto che a me. Quando mi capitava di trovarmi in un vicolo cieco nella mia testa mi consolavo, ripetendo a me stessa che eri un buon padre di famiglia. Cucinavi quasi ogni sera e ogni estate andavamo in vacanza insieme come una famiglia. Non sei mai stata una persona falsa o scorretta, ma è come se qualcosa per me si fosse spento con il tempo. Cercai di tenere la fiamma accesa il più possibile nei nostri cuori, ma non ero e non sono in grado di amare per due.
Carlo sappi che io ti auguro ogni bene e sappi anche che custodirò con cura i nostri ricordi nella mia mente. Sei colto e hai un'intelligenza che è fuori dal comune. Dal profondo del mio cuore spero davvero che la terra potrà concederti ancora tanti anni di benessere. Ti prego di non venire a cercarmi. Sono partita con un treno presto stamattina prima che ti alzassi. Lo so che mi vorresti lì con te, ma fidati che è meglio così per entrambi. Io non rinnegherò mai l'amore nei tuoi confronti né mi rifiuterò di parlarne. Ho bisogno però di essere libera senza avere preoccupazioni continue.
Dopo che finirò di scriverti questa lettera mi metterò a leggere un libro che mi avevi regalato e magari mi addormenterò quando sono a metà. Se ti sognerò mi sveglierò contenta e mentre osserverò il panorama dal finestrino sarai nella mia testa. Lo sai che non me la sono scordata l'emozione che ho provato quando mi hai fatto la proposta di matrimonio? Eravamo su quel terrazzo ed era Agosto; il tempo era caldo e afoso. C'eravamo incontrati con dei nostri amici dell'università per fare un aperitivo e fare memore delle bravate che avevamo combinato. Quando ti sei inginocchiato sono scoppiata a piangere a dirotto.
Grazie davvero di tutto. Ti mando un abbraccio grande e le mie lacrime di gioia.
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